
SAPORI
DELLE NOSTRE TERRE
i
ragazzi e i nonni
sulle tracce dei prodotti alimentari tipici nel territorio della Provincia di Roma
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L’idea guida di questa nostra
proposta scaturisce dalla consapevolezza che l’afflato imprigionato nel profumo
di una calda zuppa, legato ad una spezia, mischiato in una ricetta dalle mille
varianti locali non giunge con il giusto risalto ai cuori dei nostri giovani
che vivono nei Comuni della Provincia di Roma.
Parliamo prima dei cuori poi dei cervelli, perché il sapore delle tradizioni alimentari della
propria terra deve colpire in prima istanza l’inconsapevole, l’istinto,
accompagnato a una riflessione fertile che giunga solo successivamente agli
approfondimenti dei saperi più complessi.
E a questo i ragazzi possono
pervenire se saranno capaci di abbassare l’assordante volume delle
fantasmagoriche pubblicità di panini grondanti di ketchup, merendine farcite al
cacao, precotti che saltano in padella, per aprire un dialogo con nonni ricchi
di storie condite di profumi dimenticati, maestri in un percorso di ricerca di
proverbi, stornelli, vicende, tradizioni, mestieri scomparsi, dure esperienze
di vita. Larghe vie che riportano a definire spesso la più ampia storia di un
luogo, dei grandi eventi e di un quotidiano scandito dai ritmi del sole.
In questa società che sbrana
rapidamente qualsiasi mito è determinante creare opportunità di riflessione per
i giovani su esperienze del proprio quotidiano che, osservato con nuova
attenzione, riacquisti il valore di libro aperto da cui ricavare insegnamenti
fatti di tradizioni orali, frequentemente non codificate.
Con questo percorso si intende
portare le diverse generazioni verso la scoperta delle comuni radici, divenendo
così una fattiva occasione di reciproco scambio e arricchimento con cui trovare
forme di rinnovato colloquio con le generazioni che li hanno preceduti e
insieme recuperare consapevole forza dal territorio in cui vivono nel momento
in cui, l’avvento della moneta unica europea e i venti di continua
globalizzazione, tendono a stravolgere e offuscare importanti e insostituibili
risorse culturali che travalicano il mero sapore degli alimenti.
Cibo e cultura, cibo e storia.
cibo come anello della catena che lega l’uomo all’ambiente rendendolo parte
integrante del ciclo naturale.
I piatti delle diverse aree del
territorio della Provincia di Roma risentono delle loro predilezioni agricole,
su queste si sono costruiti piatti tipici nati dal quotidiano di povera gente
che si poteva permettere essenzialmente quello che coltivava nelle diverse
stagioni o che poteva conservare affinando tecniche che portavano a validi
sapori. È così che poco alla volta alcuni piatti sono arrivati ad avere
rilevanza ben oltre la Provincia. Tuttavia oltre a queste pietanze non dobbiamo
tralasciare i piatti che sono rimasti umili, conosciuti da piccole comunità.
Sono soprattutto questi che hanno bisogno di trovare un momento di giusta
considerazione. Non da sottacere, inoltre, le migrazioni in alcuni territori
della Provincia a seguito delle grandi opere di bonifica che hanno integrato e
arricchito le attività colturali portando dove nuovi vitigni, dove nuove
tecniche agricole.
L’approccio con la tavola degli
italiani sta cambiando, lasciando improvvisi spazi a nuovi alimenti che si
illuminano di sfolgoranti riflettori e poco dopo si dissolvono accompagnati da
musiche di lontani popoli, per poi tornare scortati da nuovi piatti fino ad
oggi conosciuti soltanto dai palati di indefessi viaggiatori. L’aprirsi ad
altri apporti culturali ci arricchisce e sarebbe errato non confrontarsi con
essi, ma proprio in questo momento è indispensabile tornare a riflettere sul
nostro modo di concepire la tavola, con i nostri tempi, con i nostri contenuti,
con i nostri valori.
Il significato che nelle nostre terre si è sempre dato al cibo si è continuamente evoluto, portando però in sé alcune caratteristiche peculiari, tanto da farlo divenire vero cooprotagonista della storia sociale. Il cibo riesce a mettere in gioco un’ampia serie di dimensioni: materiale, economica, culturale, sociale e ognuna può essere artefice di cambiamenti. Particolarmente oggi dove, a differenza del passato, si sono separati i luoghi della produzione da quelli del consumo, le variabili quindi diventano ancora maggiori. L’orientamento della produzione agroalimentare tendente all’aumento delle quantità è stato per alcuni decenni un fattore che ha corroso antichi metodi rispettosi dell’ambiente. L’attuale inversione di tendenza, dovuta anche a una maggiore consapevolezza dei consumatori, sta fortunatamente riportando ad apprezzare tradizionali contesti produttivi, questo anche grazie all’ iniziativa del Suo Dipartimento e delle sue numerose e costanti attività.
La struttura del progetto
che la nostra TRACCE - Associazione per la cultura e
l’informazione intende realizzare in
collaborazione con l’ Associazione Progetto Natura e salute, vuol
permettere la realizzazione della ricerca su dieci prodotti alimentari tipici
delle nostre terre, condotta da classi di dieci scuole medie della Provincia di
Roma e dagli anziani da esse coinvolti. Così i giovani potranno riscoprire
alcuni momenti essenziali del loro paese, come, per puro esempio, il luogo
centrale delle case che era la cucina. In essa cuore del cuore di tutta la vita
domestica era il focolare: intorno al camino ci si sedeva per ritrovare ristoro
nelle fredde giornate invernali, dopo cena ci si riuniva sotto la sua cappa
fumosa, compresi vicini e fidanzati in visita. Era la veglia momento conclusivo
della giornata, in cui si raccontava del giorno trascorso, si facevano nuovi
programmi, i più anziani raccontavano di storie e ricordi ai più giovani,
sempre tenendosi occupati in varie attività: lavorare a maglia e rammendare,
intrecciare, filare oppure avviare il pasto del giorno successivo, come pulire
le verdure per l’ acquacotta. Tra le famiglie più devote era questo il momento di snocciolare il
rosario e recitare litanie. Non si tratta comunque di un tentativo asettico di
ritornare a un’epoca “aure”: sarebbe impossibile e antistorico, quanto, invece,
di recuperare tradizioni e usi che possono tranquillamente convivere e
sostituire un’alimentazione “malata”. Dove per “malata” non deve intendersi
individuarsi soltanto con la certezza della genuinità del cibo, quanto a uno
sbagliato rapporto con esso. Insomma, dal “mordi e fuggi” attuale che conduce
ad alimentazioni sbagliate che causa malattie anche gravi, si vuole tentare di
recuperare un rapporto più naturale con una delle funzioni basilari della vita
umana: l’alimentazione.
Le scuole per aderire al
progetto dovranno verificare che esso sia ben compatibile con le linee guida
del Piano d’offerta formativa da loro prodotto, dovranno quindi individuare un
referente del progetto che garantisca la continuità per l’a.s. 2002/03.
Il primo approccio permetterà la
formazione dei docenti e, auspicabile, dei dirigenti scolastici su temi quali:
-
La tavola al tempo degli Etruschi, dei Sabini, dei Romani
-
Il significato antropologico dei prodotti alimentari e
della cucina nella Provincia di Roma
-
I prodotti alimentari protetti nella Provincia di
Roma
Poi le singole scuole,
coadiuvate dagli interventi di supporto dei nostri esperti e dagli anziani del
luogo, faranno un percorso alla ricerca delle tracce dei prodotti tipici che
contraddistinguono da sempre il loro territorio. Le differenti caratteristiche
e, a volte, la stagionalità di alcuni prodotti porteranno a dover modulare in
modo molto diverso i tempi delle fasi della ricerca che gli insegnanti dovranno
predisporre. Essi infatti saranno, nella loro autonomia didattica, liberi di
indagare nelle tematiche trasversali che ciascuna esperienza potrà rilanciare.
Sarà comunque fondamentale che
nell’articolazione della ricerca si approfondiscano alcuni temi: la
coltivazione/trasformazione/lavorazione in un percorso “tra il campo e il
piatto”, gli usi particolari, le ricette, gli aneddoti o i modi di dire, i
canti e le poesie, le sagre e le feste dedicate, la storia del paese. Un nostro tutor sarà comunque disponibile per sorreggerli per particolari e
specifiche esigenze.
Al termine della ricerca ogni
classe produrrà materiali specifici, cartelloni, fotografie, ricerche,
interviste, filmati, ipertesti ecc.; utili per testimoniare la loro esperienza
e poter essere utilizzati per trasmettere all’ esterno quanto di più
interessante sia stato rintracciato, grazie alla sicura ricchezza degli anziani
e della loro lunga esperienza in contesti urbani tanto diversi da quelli che
vivono gli attuali ragazzi. Il confronto tra le generazioni sarà il fulcro di
verifiche reciproche, non per stabilire “il meglio e il peggio”, ma per
stimolare la consapevolezza delle proprie insostituibili radici.
Ogni scuola sarà stimolata a realizzare una momento locale di conclusione della ricerca, in cui portare la propria realtà locale a riflettere sull’importanza dei loro prodotti, partendo dall’esperienza fatta dai ragazzi accompagnati dai loro nonni.
Una giornata dedicata
all’esposizione del lavoro dei ragazzi sarà il coronamento e la cassa di
risonanza della loro opera. Tutti, anche i nonni coinvolti, saranno portati con
bus a Roma e vivranno una kermesse in
cui potranno esporre il loro lavoro e illustrarlo ad un’ampia platea, tra cui
anche esponenti della Provincia di Roma, delle associazioni dei consumatori,
degli organi di stampa. Sarà servito un buffet basato su prodotti biologici
prodotti nel territorio romano.
Essendo
l’iniziativa promossa e gestita da Associazioni culturali, sarà anche
organizzata una giornata di studio con la partecipazione con le basi
associative, in cui esperti terranno un seminario sui vini della Provincia e
sull’abbinamento ai piatti tipici, con degustazione dei prodotti.
Al termine dell’attività di ricerca delle scuole sarà realizzata una pubblicazione con quanto da loro prodotto.

Tempi
previsti: marzo 2002 – marzo 2003
LA REALIZZAZIONE DI QUESTO PROGETTO E’ STATA FINANZIATA DALLA PROVINCIA DI ROMA ASS.to allo sviluppo economico e attività produttive DIPARTIMENTO AGRICOLTURA .
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INCONTRO di formazione e organizzazione con i docenti referenti del progetto: 1° ottobre 2002, Sala Ilaria Alpi del Centro Malafronte, Via Monti di Pietralata 16.
Interverranno:
dott. Luca LUCENTINI - Sicurezza alimentare
dott.ssa Anna DI VITTORIO - Pubblicazione delle ricerche
prof. Mauro TESTA - Organizzazione dei supporti alla ricerca

GLI ISTITUTI SCOLASTICI PARTECIPANTI ---------------------------------------------------------------
Istituto Comprensivo di TOLFA - CARNE DI BOVINO MAREMMANO
Scuola Media St. Leonardo da Vinci COLLEFERRO - MARRONI DI SEGNI
Istituto Comprensivo di VICOVARO - CIAMBELLA DI VICOVARO
Istituto Comprensivo di PALOMBARA - DOLCI DELLA SABINA ROMANA
Scuola Media St. CERVETERI - VINO CERVETERI
Istituto Comprensivo MONTORIO ROMANO - OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DELLA SABINA
Istituto Comprensivo ROCCA PRIORA - RICOTTA TIPICA ROMANA
Istituto Comprensivo di ARICCIA - PORCHETTA DI ARICCIA
Istituto Comprensivo di GENZANO - PANE DI GENZANO
Scuola Media St. Velletrano di VELLETRI - VINO VELLETRI
dall'introduzione della pubblicazione realizzata con l'opera di ricerca delle scuole coinvolte nel progetto